Metodologie TASK BASED LEARNING: come strutturare le attività del CLIL

Metodologie TASK BASED LEARNING: come strutturare le attività del CLIL

ARTICOLO SCRITTO DA: CLAUDIA ADAMO, AUTRICE LONDON TEACH

Cos’è la metodologia TBL?

TBL è l’ acronimo di  Task Based Learning, ovvero è un tipo di insegnamento che propone un apprendimento basato su compiti concreti: il bambino non impara in modo normativo, bensì tramite la sua stessa esperienza. 

 

Applicare la metodologia TBL al CLIL significa che dobbiamo pensare a delle attività fruibili direttamente in lingua veicolare. Questo può non essere semplice per gli studenti principianti (come sono i nostri bambini della primaria), ma è possibile se facciamo un’ accurata scelta dei materiali didattici, privilegiando immagini (diagrammi, flashcards),  integrando il messaggio verbale con prompt non verbali (mimo, realia) e utilizzando una comunicazione altamente strutturata (scaffolding).

Il viatico per il successo di questo tipo di strategie e attività sta nell’attenta opera di analisi e pianificazione del lavoro. Noi insegnanti dobbiamo  tenere  ben presente gli items di vocabolario (General English e Academic English) che i nostri alunni sanno già riconoscere passivamente e dobbiamo, perciò, organizzare la nostra esposizione in modo che loro siano in grado di inferire i vocaboli che non conoscono.

Il task, ovvero la messa in opera concreta della lingua, facilita il compito di fare inferenze, perché sposta l’attenzione dal piano della comunicazione verbale al “fare”, “mostrare”, “dimostrare”.

Fasi del progetto basato su TBL

La strutturazione di questo tipo di attività prevede sempre una serie di fasi:

  • la fase preliminare (o pre compito);
  • la fase operativa (il compito stesso);
  • la fase post-compito, nella quale gli alunni sono chiamati a riflettere su quanto hanno fatto e vengono fissate le parole fondamentali, CALP (= cognitive academic language proficiency) e BIC (= basic interpersonal communication skills).

 

Nella fase preliminare al compito, le priorità di noi docenti sono:

 

  • presentare esplicitamente il progetto e la sua scansione in parti, spiegando dettagliatamente i tempi e i materiali che saranno coinvolti, nonché le finalità di ogni fase e quanto è richiesto agli alunni;
  • presentare il vocabolario che sarà necessario per il compito stesso (accademico e generale), tramite esercizi e giochi finalizzati all’arricchimento del bagaglio lessicale;
  • verificare che gli studenti siano in grado di portare a termine il compito che sarà assegnato loro (è possibile condurre dei giochi basati su brainstorming ed eliciting per ripassare le procedure e le competenze operative che saranno richieste).

 

Nella fase centrale, ovvero dedicata al compito stesso, dobbiamo:

 

  • suddividere la classe in coppie e gruppi cooperativi e assegnare chiaramente i ruoli;
  • spiegare l’esperienza (osservazione, esperimento…) che ogni gruppo dovrà condurre;
  • spiegare come ogni gruppo dovrà riportare l’esperienza stessa (compito scritto oppure orale);
  • modellare l’esperienza stessa attraverso un esempio pratico o tramite un video.

 

Durante il lavoro degli alunni, noi insegnanti saremo una figura centrale di mediazione /facilitazione dei rapporti tra i bambini nelle fasi collaborative. Gireremo tra le postazioni, offrendo suggerimenti, supporto e osservando come interagiscono gli alunni. 

È possibile anche predisporre una griglia osservativa, che permetta di valutare individualmente l’atteggiamento e l’apporto di ognuno.

 

Nella fase finale, ovvero post compito, dobbiamo:

 

  • prevedere un compito di consolidamento del lessico target dell’attività;
  • prevedere una valutazione (implicita o esplicita) degli allievi, sulla base degli obiettivi di contenuto, linguistici e operativi, che ci siamo precedentemente prefissati.

Approccio TBL e utilizzo della traduzione

 Dobbiamo tenere bene presente che in una classe ci sono studenti con mixed abilities, e che quindi è opportuno predisporre dei gruppi cooperativi al fine di sostenere anche gli alunni più fragili, coinvolgendoli negli aspetti pratici del lavoro.

Questi progetti, per loro natura, sono tenuti esclusivamente in lingua, senza l’apporto della traduzione. Se possibile, infatti, è molto meglio pianificare delle esposizioni comprensibili grazie a hint pratici e non verbali. Tuttavia, nel caso riteneste che sia impossibile fare del tutto a meno della traduzione per il livello linguistico della vostra classe,  si possono pianificare delle fasi nelle quali sia permesso il translanguaging e fasi nelle quali viene, invece, richiesto alla classe di interagire esclusivamente in inglese. Rendere espliciti questi passaggi e queste regole, aiuta gli alunni a orientarsi nelle richieste e a organizzarsi in modo consapevole, ottenendo risultati migliori.

Criticità del Task Based Learning

Come tutti gli approcci basati sul learn by doing, le attività TBL da sole non sono finalizzate all’insegnamento della lingua, bensì al loro utilizzo in un contesto reale e significativo.

Pertanto, ciò che si sta facendo dal punto di vista dell’insegnamento dell’inglese, è soprattutto incoraggiare i bambini a usare i vocabulary e le strutture sintattiche/grammaticali in loro possesso.

Se vogliamo ampliare questo bagaglio, dobbiamo arricchire e strutturare particolarmente la fase del pre-compito per presentare e consolidare i nuovi termini. Durante il task, l’attenzione dei bambini è, infatti,  rivolta al “fare” e non alle nuove conoscenze lessicali. Se vogliamo che utilizzino le parole che gli abbiamo insegnato in fase pre-compito, dobbiamo dare loro prompt espliciti in questo senso, per esempio sotto forma di glossari illustrati da consultare durante le presentazioni in lingua, oppure fornendo loro dei testi precompilati da completare con le parole target.

 

Ricordiamoci sempre che le attività CLIL sono attività le cui finalità sono:

  • aumentare il numero di ore di esposizione alla lingua (coinvolgendo anche le ore dedicate alla disciplina non linguistica);
  • concentrare l’attenzione degli alunni sull’uso pratico della lingua (quindi, anche in fase valutativa, la fluency sarà più importante dell’accuracy);
  • incoraggiare l’uso sociale della lingua, ovvero creare le condizioni per micro-scambi linguistici in lingua inglese (per esempio chiedere e offrire materiale didattico, chiedere e offrire aiuto pratico, ecc.)

Modellare con la strategia I do, we do, you do

La strategia TBL è focalizzata sul fare, ma se vogliamo presentare l’ attività pratica senza usare la lingua ponte è indispensabile modellare il “fare” dei bambini attraverso esempi e la pratica guidata.

La strategia di scaffolding chiamata I do, we do, you do  è così organizzata:

  1. noi docenti mostriamo concretamente ciò che vogliamo che sia fatto (a seconda del task, potrebbe essere un’azione fisica o la compilazione di un esercizio ). Mentre mostriamo l’ azione, la verbalizziamo chiaramente, avendo cura di associare la parola ad ognuna delle fasi dell’azione. Se necessario, chiederemo anche di ripetere l’associazione tra gesto e la parola che lo definisce.
  2. Successivamente, ripetiamo insieme agli alunni la medesima azione, sempre verbalizzando. 
  3. Solo quando siamo certi che sia stata compresa l’azione e colto e isolato il vocabolo a essa connesso, invitiamo lo studente a lavorare in autonomia.

Applicare questa strategia significa permettere di evitare la traduzione e far memorizzare efficacemente ai nostri alunni le parole target.