Focus sulle prove INVALSI (inglese quinta classe primaria): considerazione sui compiti proposti e spunti di preparazione

Neuroni a specchio e acquisizione del linguaggio: indicazioni utili ai docenti di lingua per attività spontanee e strutturate

ARTICOLO SCRITTO DA: CLAUDIA ADAMO, AUTRICE LONDON TEACH

In questo breve articolo affronteremo alcuni aspetti relativi alla pianificazione di lezioni volte alla  preparazione degli alunni e delle alunne alle prove INVALSI di inglese in quinta elementare. Il livello dei test è A1 e le prove sono incentrate sulla comprensione del testo scritto (reading comprehension) e del testo orale (listening comprehension).

Per prima cosa, è utile studiare con attenzione gli indicatori ufficiali del livello A1 particolarmente incentrati su queste abilità.

  • Livello A1: descrizione delle abilità di comprensione all’ascolto.

Lo studente è  in grado di comprendere un discorso pronunciato molto lentamente e articolato con grande precisione, che contenga lunghe pause per permettergli di assimilarne il senso.

  • Livello A1: descrizione delle abilità di comprensione del testo scritto.

Lo studente è in grado di comprendere testi molto brevi e semplici, leggendo un’espressione per volta, cogliendo nomi conosciuti, parole ed espressioni elementari alla prima lettura o eventualmente rileggendo il testo.

Gli alunni al livello A1 hanno un bagaglio lessicale di 500-600 parole, tutte appartenenti all’inglese generale, ovvero a situazioni concrete e quotidiane. Gli ambiti semantici sono quelli contenuti nei libri di testo: vita quotidiana (routine, orari, azioni abituali, materie scolastiche, oggetti di uso comune, cibo e pasti), abilità e preferenze (verbo can, sport, hobbies e interessi), funzioni comunicative di base (conoscersi, chiedere e dare informazioni su luoghi/orari , descrivere luoghi, persone e animali, acquistare oggetti e servizi comuni).

Descrizione della prova INVALSI

Il test si suddivide in due parti: la prima parte è dedicata alla reading comprehension, mentre la seconda  alla listening comprehension. Entrambe le parti hanno una durata di circa 30 minuti e sono suddivise in 5 esercizi

La prima domanda è sempre un esempio, che serve per rappresentare ed esemplificare l’esercizio. Gli esercizi sono di diversa tipologia: questionario a risposta multipla, matching a risposta multipla e vero/falso/non dato. Le domande degli esercizi rispettano l’ordine con cui le informazioni vengono date nel testo, sia orale che scritto, infatti l’indicazione è di compilare l’esercizio durante l’ascolto nel caso della listening comprehension. Anche nel caso della reading comprehension, sapere che le domande rispecchiano l’ordine con cui le informazioni vengono date nel testo rappresenta una nozione molto importante per i nostri studenti da tenere a mente quando affrontano il test.

I testi che vengono presentati nella reading part sono frasi brevi (soggetto-verbo-oggetto o soggetto-verbo-complemento) oppure brevi testi, nei quali le frasi sono concatenate da congiunzioni coordinanti oppure subordinanti (causali e temporali).

La comprensione del testo

La comprensione del testo (scritto o orale che sia) è una competenza complessa, che presuppone una serie articolata di conoscenze e abilità. Di fatto, l’alunno arriva a comprendere quando è in grado di integrare le informazioni contenute nel testo (o desunte dal contesto) con le conoscenze già in suo possesso. Le informazioni necessarie per comprendere il testo sono:

  • il significato delle parole;
  • le regole con cui le frasi si formano e attribuiscono significato alle loro singole componenti (per  esempio, in una frase SVO la prima parola è il “soggetto” che compie l’azione, la seconda parola è il verbo che esprime l’azione e la terza parola è l’oggetto, ovvero la cosa o persona che subisce l’azione).
  • Il contesto che determina le accezioni particolari delle parole usate (per  esempio, la parola table può voler dire tavolo o tabella in base al contesto).

Durante il test gli alunni potrebbero incontrare delle difficoltà, come per esempio quella di imbattersi in parole che non conoscono. Nel testo ascoltato, oltre alla possibilità di incontrare parole non note, esiste anche la possibilità che gli studenti non siano in grado di discriminare le parole dal contesto, riconoscerle nella pronuncia dello speaker madrelingua, collocarle chiaramente nella frase e decifrare il loro significato concreto in base alla posizione e alla funzione sintattica. Si possono comprendere globalmente testi di cui ignoriamo una percentuale variabile di parole e la probabilità di raggiungere la comprensione dipende moltissimo dalla quantità di informazioni implicite e dalla nostra personale esperienza delle situazioni comunicative evocate dal testo. Se conosciamo il contesto, infatti, possiamo ricostruire più facilmente le informazioni che non riusciamo a cogliere verbalmente. I rumori che vengono messi di sottofondo agli audio, le immagini che completano i testi, i titoli dei testi stessi, servono per l’appunto a questo: ad attivare lo “schema”, ovvero a permette all’allievo di comprendere l’ambito concreto in cui una certa situazione ha luogo. Più completa sarà da parte dell’alunno la conoscenza del contesto, migliore sarà la comprensione del testo.

Le consegne

È fondamentale lavorare assieme ai bambini sulle consegne. Gli alunni devono conoscere la tipologia di esercizio che dovranno affrontare ed essere esercitati su test simili. È molto importante che loro sappiano comprendere le frasi inglesi con cui gli esercizi sono descritti e siano in grado di compilare correttamente le tabelle che sono predisposte per dare le risposte.  Abbiamo già menzionato l’importanza di sapere che il questionario richiede informazioni nel medesimo ordine in cui i dati sono disposti nel testo: questa nozione offre sicuramente una serie di accorgimenti nella gestione del compito.

Le prove invalsi sono organizzate in modo tale che i bambini abbiano del tempo per leggere i questionari prima e studiare la consegna. Fa parte della preparazione al test il prepararli a gestire questo tempo e a organizzare il proprio agire in una sequenza corretta e strategica, senza spaventarsi, ma proseguendo con ordine se percepiscono di avere perso una informazione.

Strategie suggerite per affrontare il test di reading comprehension: descrizione degli esercizi e dei compiti: matching a risposta multipla, vero/falso/non dato/, esercizi che richiedono capacità di fare deduzioni e inferenze.

Nel test invalsi ci sono  esercizi diversi, normalmente disposte a difficoltà crescente. 

Per  esempio, nel test INVALSI 2023 il task 1 richiede un matching tra sette immagini  e sei frasi semplici incluse in una tabella (un’immagine è ridondante, ovvero non ha il matching). La prima frase è già compilata e viene presentata come esempio.

Es.

0Josh chooses the right bin.G
Q1Amy grows plants.
Q2Emily uses paper bags.
Q3Henry takes quick showers.
Q4Tim walks to school.
Q5Kelly turns off the lights.

Il task 2 è sempre un esercizio di matching, ma questa volta le risposte vanno inserite in un testo che presenta sia frasi brevi e semplici, sia coordinate e subordinate. Anche in questo caso c’è una opzione ridondante.

Es.

Inserire le parole in frasi è più complesso rispetto al descrivere un’immagine con una semplice frase. Infatti, gli esercizi di cloze richiedono sia una comprensione globale di ogni singolo periodo sia la comprensione della funzione logica della parola nella frase per potere effettuare la scelta.

Il task 3 richiede una comprensione tramite  un esercizio di vero/falso su un breve testo, con caratteristiche analoghe a quello del task 1. Esiste anche l’opzione not given , per caratterizzare affermazioni che riportano informazioni non presenti nel testo. Per completare con successo questa parte gli alunni devono essere in grado di confrontare le frasi tra di loro, perché le medesime notizie possono essere date con frasi formulate diversamente (per esempio Kitty loves eating fish /Fish is her favourite food).

Es.

Dare le medesime informazioni in frasi formulate diversamente e desumere informazioni che confermino, tramite inferenze, le opzioni in tabella è il punto del task numero 5, decisamente il più difficile tra gli esercizi proposti, perché presuppone non solo che gli studenti conoscano il significato delle parole, ma anche che siano in grado di comprendere le implicazioni logiche dei testi e fare piccole inferenze.

Per permettere ai bambini di essere in grado fare questi esercizi, è necessario farli esercitare sia nella comprensione delle informazioni sia nella comprensione e formazione di frasi alternative che diano informazioni simili, complementari o logicamente conseguenti.

Per far sì che i nostri learners siano in grado di orientarsi nei testi, è necessario che siano familiari con il loro format e che riconoscano il valore logico delle congiunzioni coordinanti e subordinanti. È necessario allenarli nel riconoscimento delle parole e del loro valore logico all’interno della frase, in modo che sappiano riconoscere e discriminare soggetti, azioni e complementi. A questo proposito, specifichiamo  che non stiamo suggerendo di fare analisi logica in inglese come la faremmo in italiano. Ciò a cui si deve puntare è una comprensione intuitiva e veloce della struttura della frase, che può essere sviluppata anche con compiti semplici come per esempio cerchiare la parola della cosa, animale o persona che compie l’azione e sottolineare la cosa, animale o persone su cui l’azione si proietta. Non c’è bisogno di dare le nomenclature specifiche a soggetto, oggetto o alle varie tipologie di complemento, ma di sviluppare l’intuito sulla funzione logica della posizione delle parole nelle frasi.

Cogliere le informazioni nel testo orale: le difficoltà del connected speech

La parte considerata più challenging del test INVALSI è sicuramente la listening comprehension. Lo scoglio maggiore sta nel fatto che i testi vengono letti da bambini e non sempre la pronuncia è chiara e cristallina. Inoltre, alcuni bambini leggono velocemente e si percepiscono le caratteristiche fonetiche (inserzioni di fonemi semiconsonantici, concatenazioni di parole, fenomeni di coarticolazione, forme deboli con la riduzione vocalica o sillabica, elisione dell’aspirazione contenuta in pronomi o aggettivi possessivi in forma debole) tipiche del connected speech.

È raro che gli alunni alla fine delle scuola primarie sappiano che, nella pronuncia naturale, l’inglese parlato subisca una serie di semplificazioni o degradazioni dei fonemi sia vocalici che consonantici. Molto spesso gli allievi italiani basano la pronuncia della parola sulla forma scritta, ovvero sulla base della esperienza in lingua italiana nella quale la corrispondenza tra grafema e fonema è pressoché perfetta. Purtroppo, in inglese questa corrispondenza tra suono e lettera è tutt’altro che regolare e, particolarmente nel caso delle vocali, c’è da considerare che quando la parola è in forma debole (cioè non accentata) la vocale viene ridotta ad un fonema più breve e di suono meno definito. I bambini non sanno, in altre parole, che le pronunce delle parole in inglese possono cambiare a seconda se sia in una posizione rilevata dall’accento tonico oppure no.

Questa mancanza di informazioni su un fenomeno così importante della lingua inglese è responsabile del fatto che la prova di listening sia spesso quella che va peggio nell’ambito dei test INVALSI. Oltre alla strutturazione del compito, partendo dall’analisi delle consegne, sarebbe consigliabile, in preparazione di questo test , fare moltissimi esercizi di listening e aiutare i bambini a conoscere la reale pronuncia del discorso parlato inglese. Particolarmente, consigliamo di affrontare in modo esplicito:

  • l’insegnamento dei fonemi inglesi non presenti in italiano;
  • l’insegnamento dei più comuni pattern di intonazione (per esempio l’andamento ascendente è tipico di una domanda che presuppone una risposta si/no, l’andamento discendente è tipico di una domanda introdotta da una wh word oppure di una affermazione);
  • l’insegnamento esplicito, anche se condotto in modalità ludica e divertente, dei più comuni fenomeni fonetici legati al connected speech, spiegando agli studenti che spesso  più parole sono pronunciate in modo legato e che talvolta questa legatura comporta una semplificazione. Come esempio per illustrare questo fenomeno possiamo usare  le canzoni: la voce sale e scende quando cantiamo e talvolta accade che alcune parole o sillabe siano “premute assieme”. Si tratta sostanzialmente di un processo simile.